La Cocluette 2018 Oiry Grand Cru Extra Brut
245,00€
Prezzo IVA inclusa
Disponibile
Disponibile
| Degorgement |
06/2024 |
|---|---|
| Uvaggio |
100% Chardonnay |
| Cuvée |
Blanc de Blancs |
| Classe |
Grand Cru |
| Vigneto |
Oiry, lieu-dit "La Cocluette" |
| Millesimo |
2018 |
| Particolarità |
Lieu-Dit, Vieille Vigne, Produzione limitata |
| Permanenza sui Lieviti |
5 anni |
| Dosaggio |
3 gr/l |
| Gradazione |
13% Vol. |
| Formato |
0,75l |
DESCRIZIONE
La Cocluette Extra Brut
Lo Champagne La Cocluette di Aurelien Suenen è una delle punte di diamante di questo straordinario e ricercatissimo vigneron della Côte des Blancs. Chardonnay in purezza che nasce interamente sull’omonima parcella di proprietà a Oiry, iconico villaggio Grand Cru. Il vigneto esposto a nord da cui nasce questo lieu-dit è stato piantato nel 1925 e affonda le proprie radici nel suolo di argilla limosa caratterizzato da tipico substrato di calcare campaniano.
Frutto della sola vendemmia 2018, La Cocluette vinifica e matura in un foudre da 14 ettolitri, dove il vino riposa per circa 9 mesi. Dopo il tiraggio segue un lungo affinamento sui lieviti che si protrae per circa 5 anni, apportando al vino grande equilibrio e complessità ma mantenendo intatte la sua identità e territorialità. Il dosage finale è di 3 g/l, extra-brut come in tutte le cuvée prodotte da Aurélien. Una perla prodotta in sole 1796 bottiglie.
PRODUTTORE
Suenen
Questa affascinante Maison, situata a Cramant, nella zona della Côte des Blancs, è guidata dal giovane Aurélien Suenen in seguito alla prematura scomparsa del padre. Il suo champagne è un prodotto unico, e la vigna da oltre quarant’anni viene coltivata e nutrita in modo sano e naturale in modo che le radici possono attingere dal profondo del suolo gessoso, i minerali di cui necessitano per darle un timbro unico e autentico. Possiede 5 ettari di vigneto distribuiti su 17 parcelle, tre ettari sono nei villaggi di Cramant, Chouilly e Oiry tutti classificati Grand Cru e 2 nel Massif de St-Thierry coltivati a Pinot nero e Meunier. Il suo lavoro in vigna è in gran parte biologico con alcune prove di biodinamica ma preferisce esplorare il proprio percorso e ogni parcella viene gestita a seconda delle sue esigenze individuali, ed in questo è stato fortemente influenzato dal suo amico e mentore Pascal Agrapart.




